Più sicurezza per Lodi e i capoluoghi del nord

Il 18 Aprile a Parma si è tenuto il “Security Day” organizzato dalle amministrazioni di Parma e Verona e a cui hanno partecipato altri 10 Capoluoghui di Provincia del nord Italia (Lodi, Cremona, Pavia, Belluno, Treviso, Novara, Spezia, Padova, Alessandria e Asti).

Sicurezza, libertà e soldi. In sintesi sono queste le richieste dei 12 comuni che hanno partecipato al Security Day, momento in cui è stato possibile gridare con forza la richiesta di mani libere nella gestione della sicurezza e del decoro urbano dei propri comuni.

I 12 primi cittadini hanno quindi approntato un documento da portare all’attenzione del nuovo Governo Italiano, per essere considerati da subito come interlocutori cui dare risposte.

“Non era possibile per noi portare avanti queste richieste in altro modo” ha sottolineato il sindaco di Parma Pietro Vignali: “Siamo una realtà diversa dai piccoli comuni e dalle grandi metropoli, quindi abbiamo bisogno di strumenti diversi”.

Infatti, come ha dichiarato il primo cittadino di Verona Flavio Tosi: “Abbiamo problematiche simile a quelle delle metropoli, ma non i loro strumenti per risolverli. Non possiamo continuare a fare ordinanze per la sicurezza sfruttando le pieghe dei regolamenti urbani di circolazione o di nettezza urbana”.

Così si espresso il sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini: “L’iniziativa presentata oggi a Parma costituisce un importante contributo per affrontare in modo organico e concreto una questione che è sempre più centrale nelle considerazioni degli enti locali e nella percezione dell’opinione pubblica: il tema della sicurezza urbana, con tutte le sue sfumature che vanno ben al di là del solo fenomeno della microcriminalità, è infatti un aspetto che concorre in modo fondamentale a definire gli standard di qualità della vita nelle nostre città e non può essere sviluppato né Comune per Comune né tantomeno dal solo sistema delle autonomie locali, bensì necessità di un efficace coordinamento tra le istituzioni, di un appropriato aggiornamento normativo e di adeguati strumenti operativi, che consentano di garantire il rispetto del diritto, essenziale e prioritario, a una esistenza serena, all’interno di modelli di convivenza civile che favoriscano lo sviluppo e il progresso delle nostre comunità.”

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