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	<title>ViviLodi, il portale di Lodi e provincia &#187; tarantasio</title>
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		<title>Che fine ha fatto il mostro Tarantasio?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 21:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel poema Federico ovvero Lodi riedificata, Filiberto Villani ci lascia una terrificante descrizione del mostro Tarantasio, che sguazzava nelle acque infide del Lago Gerundo: &#8220;Ove col fiato o con la spoglia tocca/Secca piante, erbe aduggia il serpe infame/Ne la vorace e cavernosa bocca/Regna di larga strage ingorda fame/Triplice lingua infra gran denti scocca/Di sangue uman [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Che fine ha fatto il mostro Tarantasio?" src="http://www.vivilodi.it/wp-content/uploads/2008/03/burattini_tarantasio.jpg" alt="" width="250" height="148" />Nel poema <em>Federico ovvero Lodi riedificata</em>, Filiberto Villani ci lascia una terrificante descrizione del mostro Tarantasio, che sguazzava nelle acque infide del Lago Gerundo: &#8220;Ove col fiato o con la spoglia tocca/Secca piante, erbe aduggia il serpe infame/Ne la vorace e cavernosa bocca/Regna di larga strage ingorda fame/Triplice lingua infra gran denti scocca/Di sangue uman con sitibonde brame/E qual re de’ portenti, in su la testa/Ha fra due lunghe corna aurata cresta&#8221;. Molte leggende sono fiorite sulla fine del tremendo serpentone, al quale venivano attribuite le nefaste conseguenze delle esalazioni mefitiche emanate dalle acque stagnanti che circondavano Lodi. Ma è davvero scomparso il mostro? Se dovessimo pensare allo stato dell’aria che respiriamo&#8230;<br />
Da queste premesse, ed in occasione dell’850° anniversario della fondazione di Lodi, nasce la nuova commedia <strong>Che fine ha fatto il mostro Tarantasio &#8211; Pampaluga e Tascone eroi per forza</strong>, scritta da <em>Bruno Pezzini</em> per il gruppo che anima i burattini del <em>Teatro dei Giovani</em>, che verrà rappresentata venerdì 1 agosto, in piazza San Lorenzo (inizio ore 21.00) nell’ambito della rassegna di eventi estivi <strong>Lodi al Sole</strong>.<br />
Si tratta di un lavoro fanta-storico, che vede protagoniste le due tipiche maschere lodigiane coinvolte nei colpi di scena di una trama fantastica, nella libera fusione di epoche diverse, tradizioni e personaggi storici del nostro passato.<br />
Momenti seri e drammatici si sviluppano (nello schema consueto del teatro di burattini) in soluzioni gioiose ed esilaranti. Due strofe della canzoncina finale esprimono il sentimento del lavoro: &#8220;Sopra Lodi c’è il sereno/Conserviamo l’aria pura/non sporchiamo la natura/non spargiamo più veleno/Con Rispetto e con Bontà/Camminiamo fra la Gente/Troveremo finalmente/Gioia e Felicità&#8221;.</p>
<p>La tradizione dei burattini affonda le sue radici nei secoli. Questa forma artistica era già conosciuta nell’antico Egitto e in Cina. Dall’inizio dell’800 si diffuse con crescente successo nell’Italia settentrionale, distinguendosi dalla tradizione napoletana e dal teatro siciliano dei pupi. Dinastie familiari di girovaghi burattinai portavano nelle città e nelle campagne i loro ricchi repertori. Destinatario, in occasione di mercati, fiere o feste religiose, era un pubblico prevalentemente popolare, che si accalcava attorno alla “baracca”, assorbendo saperi e cultura, divulgati per il tramite di commedie divertenti, testi sacri e drammi, per bambini e per adulti. Nello spirito del tempo, che vedeva il declino della società aristocratica, il teatro di piazza divenne un efficace veicolo di protesta e di satira politica, tanto che i burattinai erano spesso soggetti a censure e persecuzioni.<br />
Via via questa forma di cultura popolare conquistava anche l’interesse di spettatori colti.<br />
In Lombardia, era attivissima la famiglia dei Sarina, originaria di Lodi, trasferitasi poi a Tortona, dove operò con intensità fino alla metà del ‘900. Il capostipite Andrea era nato nel 1828 nella nostra città; spirito estroverso e ribelle passò una vita avventurosa.<br />
&#8220;Il desiderio di rendere omaggio ad una tradizione che si era spenta nella nostra Lodi, e ad un concittadino espatriato, mi spinse a scrivere e rappresentare nel 1981 la commedia <em>Merlino soggiogato</em> – spiega Bruno Pezzini &#8211; che ora un gruppo di mamme ripropone al giovane pubblico ed agli adulti che ancora non hanno perso la preziosa capacità di stupirsi che avevano da bambini, insieme ad altre commedie, come <em>Le tre mele d’oro</em>&#8220;.<br />
Bruno Pezzini è nato nel 1940 a Lodi, dove vive. Già dirigente bancario, esperto di organizzazione aziendale, è appassionato cultore delle tradizioni locali.<br />
Per l’attività svolta ha ottenuto nel 1980 la benemerenza civica del Comune di Lodi (così come la Compagnia Teatro dei Giovani, premiata nel 1985), nonché il premio San Cristoforo (1994), il premio speciale Concorso De Lemene (1999) e il premio Pro Loco di Lodi (1999). Con la Compagnia Teatro dei Giovani ha messo in scena proprie commedie come <em>Fanfulla da Lodi</em> e <em>La not de Santa Lusìa</em> e l’adattamento teatrale della <em>Sposa Francesca di Francesco De Lemene</em>.</p>
<hr /><small>Copyright &copy; 2008<br /> This feed is for personal, non-commercial use only. <br /> The use of this feed on other websites breaches copyright. If this content is not in your news reader, it makes the page you are viewing an infringement of the copyright. (Digital Fingerprint:<br /> )</small>]]></content:encoded>
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